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INCONTRO, DIBATTITO - PIROTECNICI, COMITATI e APPASSIONATI

Segnalazione e commenti su eventi collegati a manifestazioni pirotecniche.

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Raffaele2012
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Re: INCONTRO, DIBATTITO - PIROTECNICI, COMITATI e APPASSIONA

Messaggioda Raffaele2012 » lunedì 12 ottobre 2015, 11:54

Stando a quanto ha ribadito Lucio, è molto probabile che mancherà il minutaggio per poter anche solo accennare all'oggetto di questo messaggio; ciò malgrado, ho deciso di scriverlo, caso mai la discussione avesse modo di intrattenersi su argomenti aggiuntivi.

Alludo per l'esattezza, a quanto evidenziato da Alessandro74 qualche post addietro circa la necessità di individuare un nesso fra calibro degli artifici cilindrici e distanza dagli spettatori e/o dalle costruzioni in genere.

Prima di entrare nel merito, occorre ricordare due cose.
In primis, che fino a 300 metri dal punto di deflagrazione vi è perfetta corrispondenza fra luce e suono; varcata tale soglia, infatti, comincia a verificarsi uno "stacco" fra la luce (che giunge prima) e il suono (che giunge dopo). A tal riguardo, comunque, va puntualizzato che un simile stacco non si percepisce, ad esempio, con rigore dai 301 metri, ma da diverse centinaia di metri, fino a divenire di qualche secondo da qualche chilometro in poi.
In secundis, che l'attuale distanza minima legale di sicurezza è di 200 metri per ogni artificio aereo (cilindrico e sferico) compreso fra il calibro 22 e il 40.

Si tratta perciò di individuare anzitutto i tipi di artifici cilindrici di un singolo sparo aereo che, per comprensibili motivi di incolumità, potrebbero essere posti a distanza maggiore dagli altri, contribuendo in cotal guisa perfino a uno sfruttamento sensato delle centraline.

Resta indubbio che i tipi di artificio cilindrico più... "pericolosi" sono le bombe da tiro e le fermate. Di conseguenza, autorità e artisti potrebbero concordare quanto segue.
Calibri massimi (senza alcun legame 1x3 fra "circonferenza" e "altezza") fino a 200 metri dalla folla e dalle costruzioni: 23 per le granate lunghe, 26 per le stutate e 28 per le bombe piene.
Calibri massimi (senza alcun legame 1x3 fra "circonferenza" e "altezza") oltre i 200 metri dalla folla e dalle costruzioni: 26 per le granate lunghe, 28 per le stutate e 30 per le bombe piene.


Scontato sostenere che la soglia di 200 metri da me proposta non costituisce Vangelo e che, pertanto, potrebbe essere stabilito anche un limite differente, ad esempio di 230, 250, 280 oppure di 300 metri.

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A questo punto, però, potrebbe porsi un altro problema: 200 metri rispetto a pubblico e costruzioni in che senso?

La circolare 11 gennaio 2001 traccia delle distanze di sicurezza valide per ogni punto intorno la sezione degli allestimenti. Ora, tenendo conto che in moltissime circostanze parte rilevantissima della folla appare assiepata in uno o due punti al massimo, ci si chiede se non sia possibile adottare un regime "elastico" in grado di maggiorare la distanza in rapporto al punto di grande raduno e di diminuirlo in rapporto a quello con assembramento irrilevante o nullo.
Ad esempio, rispetto ad una strada asfaltata A, dove la gente sta concentrata ogni anno, e a un sentiero rurale B, pieno zeppo di buche e frequentato solo dagli agricoltori durante il giorno, per le bombe piene calibro 30 potrebbe essere imposta una distanza minima di 250 metri dalla strada A e di soli 200 metri dalla strada B.

Medesimo "schema" potrebbe valere per le costruzioni, con particolare riferimento alla differenza fra manufatti perfettamente funzionanti e quelli diroccati, dove, peraltro, già adesso esperienza permette di notare il posizionamento di mortai di ogni sorta.
Volendo proprio spaccare il capello, i manufatti funzionanti potrebbero essere a loro volta distinti fra 'quelli utilizzati' e 'quelli non impiegati' nel periodo di sparo. Ad esempio, rispetto ad un semplice punto di raccolta della frutta, per le bombe piene calibro 30 potrebbe valere una distanza minima di 200 metri se la kermesse si svolgesse durante la prima decade di febbraio e di 250 metri se la manifestazione avesse luogo il 15 luglio.

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Insomma, indipendentemente dal tempo disponibile in occasione dell'incontro nolano, di "carne da arrostire sulla brace" ne rimane e come!!

:smt023
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Re: INCONTRO, DIBATTITO - PIROTECNICI, COMITATI e APPASSIONA

Messaggioda pierinodelgenio » lunedì 12 ottobre 2015, 14:08

Carissimo Rafele2012,,sarei ben lieto se tu sabato prossimo ci venissi a leggere a tutti
i presenti alla rionione,ciò che hai sempre scritto in merito,che ne dici ?.
Ciao
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Re: INCONTRO, DIBATTITO - PIROTECNICI, COMITATI e APPASSIONA

Messaggioda Raffaele2012 » domenica 18 ottobre 2015, 1:15

Intervengo dopo aver partecipato nel pomeriggio all'incontro nolano che, alla fine, ha avuto luogo. Al sottostante intervento, premetto il mio saluto a persone che ho incontrato per la prima volta: Wolf (Irio), Bombapirotecnica (Luigi), Angelo07, Lucio, Corrado83 (Corrado), Maiorese, Pierino Del Genio. Estendo ovviamente il mio abbraccio a tutti gli altri convenuti di cui (abbiate pietà di me!) in questo momento mi sfugge il nome, dato l'orario in cui scrivo (l'1 e 05 di notte). Infine, il mio saluto va anche agli artisti in rappresentanza delle ditte Catapano, Di Candia, Di Matteo, Ruocco e Ugo Lieto Fireworks.

In codesto momento, sento ancora l'esigenza di provare a chiarire ulteriormente quanto ho detto in merito alla circolare 559 del 2001 e ai limiti massimi consentiti per gli artifizi aerei cilindrici.

In primo luogo, desidero effettuare un veloce ragionamento di tipo giuridico.
La circolare ministeriale (in quanto "circolare"), di per sé, non è una legge né un atto avente forza di legge come, ad esempio, il decreto legge e il decreto legislativo. Di conseguenza, mi permetto di ribadire che il suo contenuto non rappresenta un obbligo ovvero un divieto né per chi la emana, né per chi dovrebbe farla applicare, né, di riflesso, per quelli che potremmo definire come "destinatari terzi informali".
La circolare ministeriale serve, in realtà, soprattutto a dare chiarezza a proposito di una legge già esistente che però si presenta di difficile comprensione. Insomma, la sua applicazione si spiega col timore di rimanere "al buio" oppure colla voglia di "lavarsene le mani", ma non certo per un vincolo formale vero e proprio.

Cosa significa ciò in ambito pirotecnico rispetto alla circolare 559/2001? Fondamentalmente che si è "sotto il cielo". Ad esempio, un'autorità comunale potrebbe seguire con esattezza il contenuto della circolare ovvero discostarsene accordando un uso di calibri anche oltre i limiti prestabiliti e/o senza neppure mostrare particolare severità in merito alle distanze dal pubblico. Ad esempio, che in virtù di un ipotetico permesso "espansivo" comunale, una ditta potrebbe poi stare in una situazione di difficoltà se un susseguente controllo in opificio si concludesse colla comminazione di sanzioni proprio a causa di questo o quel determinato tipo di artificio "allargato".
Scontato scrivere che la sensazione di scoramento per committenti ed esecutori si fa più evidente in un contesto maggiormente restrittivo, specie se successivo a incidenti di fabbrica ravvicinati temporalmente fra loro.

Cosa fare? Ad avviso di chi scrive, per superare l'incertezza e per dare finalmente legittimità agli artifici cilindrici di dimensione ragguardevole (23, 26, 28, 30), tenendo conto dei progressi artistici verificatisi fin dai decenni passati, potrebbe essere necessario una legge o un atto giuridico simile come il decreto legislativo.

L'altra soluzione, prospettata (se ben ho capito) da Maiorese nel corso dell'incontro nolano, potrebbe essere quella di un semplice adeguamento verso l'alto della circolare 559/2001 in fatti di calibri e distanze. A modesto avviso di chi scrive, però, i ritocchi legati solo alle circolari, potrebbero scontare una certa umoralità legata ai fatti contingenti, a differenza di un percorso legislativo vero e proprio.


P.S. 1 - Ritengo che un incontro come quello nolano del 18-10 abbia avuto soprattutto l'utilità di cominciare a sciogliere il ghiaccio: il tempo, solo lui, infatti, farà comprendere se un'iniziativa del genere avrà seguito. Molto interessanti, comunque, sono state le due puntualizzazioni iniziali del moderatore: una legata all'inesistente nesso fra artifici cilindrici di una certa consistenza e gli incidenti in laboratorio; e l'altra sulla composizione di talune tipologie di polveri ritenute troppo ardimentose. Specie alla seconda traccia poteva essere dedicato qualche secondo aggiuntivo, ma per ora va bene così. Ripeto: se son rose fioriranno.


P.S. 2 - A riguardo di quanto ho sostenuto sulle "circolari" in sé, aggiungo questi link:
1) Corte di Cassazione, sez. III, sent. n. 16612/2008 (http://www.altalex.com/documents/news/2 ... o-2082-c-c);
2) Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civile, sent. n. 23031/2007 (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... ?cmd%3Dart);
3) Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 4466/2001 (https://www.giustizia-amministrativa.it ... bxqvwa.pdf).
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Re: INCONTRO, DIBATTITO - PIROTECNICI, COMITATI e APPASSIONA

Messaggioda Gj Power » lunedì 19 ottobre 2015, 9:14

Ecco alcune immagini dell'incontro-dibattito tenutosi Sabato scorso a Nola, sono stati toccati diversi temi interessanti che hanno acceso la discussione tra i presenti, purtroppo pochi a causa di diversi impegni.
Sarà riorganizzato un'altro incontro nel mese di Novembre per permettere anche ai non presenti di partecipare e approfondire meglio le tematiche trattate, gli orari e il luogo saranno forniti con il dovuto anticipo e precisione.
Ringraziamo i tanti amici pirovaghi, pirotecnici ed esperti del settore che hanno preso parte all'evento con l'augurio che siano molti di più nella prossima occasione.

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Re: INCONTRO, DIBATTITO - PIROTECNICI, COMITATI e APPASSIONATI

Messaggioda Raffaele2012 » martedì 29 dicembre 2015, 14:45

Mi permetto di aggiungere questo copia-incolla alla corrente discussione. Eventualmente non conterrà nulla di nuovo per gli addetti ai lavori, ma l'ho fatto giusto per non dimenticarsi MAI di tre dei principali motivi dell'attuale situazione di stallo in cui versa il settore pirotecnico italiano: una concorrenza estera che fa un uso "criminoso" dei materiali, un'importazione gestita probabilmente senza alcun rispetto della tradizione italiana, la presenza di soggetti esecutori che non sono produttori e che "appestano" il mercato.


Stralcio tratto da: http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/salvi-cani-ammazzi-fuochista-ci-mancava-solo-divieto-botti-115783.htm

La sicurezza, è lei che ti fa sbagliare ». Per questo Antonio Palmieri si tiene stretta la paura. Ogni giorno della sua vita, da quando aveva 12 anni e suo padre decise che era tempo di fare sul serio. Oggi ne ha 28 e, settima di altrettante generazioni, accoglie la gente che varca i cancelli della Nuova Palmieri Fireworks. Siamo ad Apricena, il promontorio del Gargano è a due passi. Dal 1910, anno del primo attestato che certifica la loro attività di fuochisti, i Palmieri hanno stupito ogni bimbo del paese e fatto latrare i cani fino alle porte di Foggia.

Eppure l’incolumità non è garantita nemmeno a loro, che nel 1988 a Tokyo hanno vinto un campionato mondiale di fuochi d’artificio. Dal 2000 a oggi nelle aziende pirotecniche ci sono stati 18 incidenti mortali e quasi 60 vittime. L’ultimo in ordine di tempo è stato il più grave: lo scorso luglio a Modugno, nel barese, dieci persone hanno perso la vita nell’esplosione della fabbrica Bruscella. Le indagini raccontano come è cambiata la professione.

«Nessuna precauzione può eliminare del tutto il rischio quando si trattano le materie chimiche», commenta Paolo Maria Urso. Fa l’architetto ed era il direttore artistico dell’azienda pugliese, sviluppava le coreografie che uscivano dallo stabilimento. E tra i più raffinati storici della materia, come testimonia la sua Guida pirotecnica pubblicata nel 2007. «Il notevole aumento degli incidenti negli ultimi anni coincide con la colonizzazione cinese del mercato. Si sospetta che a Modugno lo scoppio sia avvenuto durante la lavorazione di un artificio di importazione, la cui miccia era ricoperta da una polvere pirica di colore grigio molto sensibile a urti e sfregamento». «Nei giorni successivi abbiamo provato un prodotto simile in laboratorio, a contatto con il metallo prendeva fuoco all’istante», racconta Antonio Palmieri, «prima acquistavamo dalla Spagna, ma la crisi ha chiuso tante industrie e ci siamo trovati a fare affari con la Cina. Ogni volta che sparo roba loro non sono tranquillo».

I recenti casi di cronaca hanno lasciato il segno. Le limitazioni e la necessità di adeguarsi alle direttive hanno ridotto i margini di un settore meno redditizio e non di rado letale. Le commesse, fedeli alla logica dell’eterno ribasso, vanno dall’inaugurazione dell’evento internazionale alla festa patronale.

Ciascuno prova a giocare la sua partita. «Lo scenario è uscito stravolto dagli anni ’80 e ’90», spiega Urso, «oggi ci sono una ventina di importatori che gestiscono l’arrivo di container e contemporaneamente sopravvivono circa 200 aziende pirotecniche artigianali: queste si trovano quasi solo al Sud, con la Campania al primo posto seguita da Puglia e Sicilia. Stanno lontano dai centri abitati e sono quasi tutte a gestione familiare e tramandate con le dinastie, impiegano dalle cinque alle dieci persone a seconda della stagione».

Da anni anche le loro porte sono aperte all’oriente. Mixano i prodotti della tradizione europea, manufatti a cilindro che generano luci e suoni multipli attraverso tempi di accensione ritardati, alla linea cinese, che prevede artifici sferici e meno complessi. In questo modo riducono i costi di lavorazione e si garantiscono una gamma più estesa di effetti: oggi piogge bianche e nere, crocette, cuori e stelle non posso mancare in una serata pirotecnica.
«Non è un caso che parliamo degli spettacoli, oggi il 99% dei prodotti che si trovano nei negozi specializzati sono cinesi. Senza dimenticare la concorrenza crescente delle attività illecite». Queste ultime tornano di attualità a cavallo dell’anno nuovo, quando i tg si cimentano nella conta di sequestri e feriti. La pericolosità della bomba di Maradona, o delle sue versioni più contemporanee, non sta nel prodotto in sé, ma nell’uso che se ne fa. Un conto è se è lanciata attraverso un mortaio a 200 metri dall’edificio più prossimo, come recita la norma, tutt’altro se brilla tra i balconi dei palazzi. Come possano simili ordigni finire in mani improprie non sarà oggetto di dibattimento.

«Natale e Capodanno sono un periodo di impegno relativo e enormi scocciature. Con la crisi sempre più uomini si sono improvvisati fuochisti: ogni giorno siamo sottoposti a controlli, ma noi realizziamo solo pochi petardi omologati dal ministero», afferma Antonio Palmieri. Il fatturato non arriva in queste settimane, ma tra la fine della primavera e l’estate. È tempo di feste patronali e tappi nelle orecchie per le venti famiglie pirotecniche pugliesi.

(...)
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Re: INCONTRO, DIBATTITO - PIROTECNICI, COMITATI e APPASSIONATI

Messaggioda maiorese » martedì 29 dicembre 2015, 23:38

Ben tornato Raffaele12,mi stavo preoccupando perchè dalla riunione a Nola non hai fatto più interventi.Auguri per l'anno nuovo sperando che continuerai a scrivere cose interessanti sul sito.
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Re: INCONTRO, DIBATTITO - PIROTECNICI, COMITATI e APPASSIONATI

Messaggioda Raffaele2012 » mercoledì 30 dicembre 2015, 12:29

Proverò a essere maggiormente presente nei periodi a venire. Intanto, Maiorese, auguro a te e tutto il gruppo di Pirovagando una Buona Fine 2015 e un Buon Principio 2016.

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