LUSCIANO (CE) - San Luciano Prete

Segnalazione e commenti su eventi collegati a manifestazioni pirotecniche.

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dragone2
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LUSCIANO (CE) - San Luciano Prete

Messaggio da dragone2 »

Salute a tutti. Programma di massima della festa 2014 in onore del patrono San Luciano Prete che ogni anno si tiene nel paese di Lusciano (prov. di Caserta).

20-21-22-28 settembre: Processione per tutto il paese.
23 settembre: Luca Sepe e Rosario Miraggio in concerto in piazza chiesa.
26 settembre: Tradizionale corrida di dilettanti locali in piazza chiesa
27 settembre: Sagra di san luciano in piazza chiesa
Luminaria della ditta A. Criscuolo di Lusciano (CE).


PROGRAMMA DEI FUOCHI
21 settembre: ore 8 lanci di granate
22 settembre: ore 21 in piazza chiesa dopo la messa all'aperto ci sara' una fantasia di fuochi lanciati dalla cima della parrocchia dell'Assunta
28 settembre: ore 21 in zona torre pacifico ci sara' una sparata aerea delle ditte Di Fraia (San Marcellino) e L. Di Matteo (Sant'Antimo).


I fuochi piu' importanti sono quelli del 28 settembre alla fine della festa. Pero' hanno i calibro ridotti perche' si spara a ridosso delle case.

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giosca
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Re: LUSCIANO (CE) - San Luciano Prete

Messaggio da giosca »

Benvenuto su Pirovagando dragone2.
Grazie per l'info e per aver inserito correttamente l'oggetto dell'evento.

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Raffaele2012
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Re: LUSCIANO (CE) - San Luciano Prete

Messaggio da Raffaele2012 »

POST 1 – Mutamenti del territorio comunale di Lusciano (CE). Introduzione

Salve a tutti. Desidero ora condividere con tutti gli amici utenti una serie di messaggi del sottoscritto aventi per oggetto di riflessione il territorio comunale di Lusciano, sito a cavallo delle provincie di Caserta e Napoli.

Gli scopi collegati a tale oggetto, in particolare, sono:

a) l’evidenziazione dell’assoluta inopportunità dei mutamenti avvenuti nel territorio luscianese dalla seconda metà del XX secolo (attraverso un breve resoconto storico che però, per ragioni di correttezza, si ritiene giusto far partite da periodi precedenti);

b) la messa in risalto dell’illogico assetto del territorio luscianese sia rispetto allo stato attuale (continua espansione edilizia, localizzazione disinvolta dei servizi e del commercio) sia rispetto a probabili evoluzioni future (aree PIP 1 e 2; parco agricolo e nuova strada di collegamento a sud di viale della Libertà);

c) una veloce elencazione di proposte volte a preservare Lusciano non solo come entità fisica, ma anche come identità immateriale riconoscibile dalle altre.

In allegato al punto c, inoltre, sarà evidenziato l’anacronismo della locale festa patronale di san Luciano che rischia di farsi definitivo.


P.S. Onde rendere piú agevole la lettura dei messaggi del sottoscritto aventi per oggetto Lusciano e il suo territorio, si precisa che la pubblicazione procederà scaglionata.
I fuochi marciano nel tempo e nel silenzio. (Francesco Nicassio)

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Raffaele2012
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Re: LUSCIANO (CE) - San Luciano Prete

Messaggio da Raffaele2012 »

POST 2 – Mutamenti del territorio comunale di Lusciano (CE). Cenni storici. Fino agli anni Trenta del XX secolo

Al pari di quelli di tanti altri comuni a nord di Napoli, soprattutto negli ultimi decenni, il territorio di Lusciano ha subito un drammatico processo di consumo del suolo sia per motivi puramente speculativi sia in virtú di una logica “eccessivamente buonista” alla base della costruzione di altri stabili per usi meramente personali da parte di chiunque ne avesse le possibilità.

Per arrivare però ad evidenziare questa situazione, si ritiene giusto effettuare, come già annunciato sopra, un veloce excursus storico che parte da periodi precedenti.
OTTOCENTO.jpg
La soprastante immagine risale al XIX secolo, ma ha il pregio di descrivere, per grandi linee, Lusciano e il suo territorio perlomeno fino alla fine degli anni Trenta del XX secolo.

Lusciano è stata in passato parte integrante di quell’insieme di numerosissimi casali che, dall’agro aversano alla zona nolana, costituiva la prima preziosa riserva di cibo per la città di Napoli. Ciò spiega, quindi, la fortissima varietà di coltivazioni: dai cereali ai prodotti orticoli fino ad arrivare alla vite (uva Asprina, in particolare).

Per quanto concerne i contatti con l’esterno, l’estrema adiacenza all’abitato di Aversa garantiva rapidità di comunicazione sia a nord verso l’agro casertano (vedasi freccia blu) sia a sud verso l’area partenopea (vedasi freccia celeste).
Ove mai fosse stato necessario recarsi ad occidente, invece, bastava appena superare i vicinissimi centri di Ducenta e Trentola (vedasi cerchietti e freccia in verde).
I fuochi marciano nel tempo e nel silenzio. (Francesco Nicassio)

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Raffaele2012
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Re: LUSCIANO (CE) - San Luciano Prete

Messaggio da Raffaele2012 »

POST 2.1 – Mutamenti del territorio comunale di Lusciano (CE). Cenni storici. La Strada degli Americani

Fino alla metà del XX secolo, insomma, Lusciano aveva un assetto economico molto chiaro (agricoltura) e un impianto comunicativo verso l’esterno assai vantaggioso (adicenza estrema ad Aversa) che garantivano un corretto rapporto Uomo-Territorio basato su un approvvigionamento di materie prime locali costante, di tipo ciclico, seppure non sempre in grado di riempire le tasche di tutti con monili di oro e di argento.

Tuttavia questo assetto assai funzionale comincia a conoscere un primo brutto contraccolpo in occasione dell’occupazione delle Forze Alleate (1943), le quali, per ragioni legate ad una piú rapida di comunicazione militare, danno vita ad un lunghissimo asse viario che, da Aversa, attraversa da est a ovest i territori comunali di Lusciano, Parete e Giugliano in Campania (sfiorando quello di Trentola Ducenta) fino a confluire nella strada Qualiano-Villa Literno.

Per Lusciano, buon senso (se fosse stato presente!) avrebbe dovuto consigliare una rapida rivegetazione della c.d. Strada degli Americani (cosí come sarà chiamata in seguito per diversi anni) subito dopo la guerra. E invece, ad armi messe a tacere, tale asse viario rimane tranquillamente al suo posto finendo per spaccare letteralmente in due il territorio comunale, con tutte le negative conseguenze che ciò avrebbe determinato sia rispetto alla viabilità (locale, ma anche zonale) sia, soprattutto, rispetto al consumo del suolo, alla progressiva fuoriuscita da un sentiero economico vero, alla vivibilità e all’identità personale e collettiva.

Immagine
Ultima modifica di Raffaele2012 il venerdì 19 settembre 2014, 16:59, modificato 2 volte in totale.
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Raffaele2012
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Messaggio da Raffaele2012 »

POST 2.2 – Mutamenti del territorio comunale di Lusciano (CE). Cenni storici. Dalla seconda metà del XX secolo

Immagine

L’affermazione della società dei consumi e della scolarizzazione di massa anche a Lusciano all’indomani della Seconda Guerra Mondiale ha inciso su una legittima diversificazione delle attività umane (artigianato, commercio, edilizia, ramo impiegatizio pubblico e privato, libere professioni) e ha stimolato, almeno fino agli anni Settanta, un aumento progressivo della popolazione autoctona. In quest’ottica, diventa possibile comprendere l’espansione dell’abitato che, dal nucleo storico rappresentato da corso Costanzo e traverse, si è diretto verso nord-ovest e verso nord-est, seppure coll’evidente controindicazione di far sorgere un unico initerrotto caseggiato con le vicine località di Ducenta e Aversa.
In tal senso, le uniche esagerazioni sono costituite dai caseggiati del piccolo quartiere Don Zeno e dell’ultimissimo tratto di via De Chirico, sorti troppo a nord ovest in estrema contiguità coll’abitato di Trentola.

Ciò che invece doveva essere pesantemente controllato era il consumo di suolo diretto dal centro storico verso sud, dove l’abitato confluiva nella Strada degli Americani e dove poteva determinare, in futuro prossimo, un primo appesantimento del traffico dell’intera zona e un‘iniziale forma di invivibiltà per i Luscianesi. Tuttavia, questo processo non viene di fatto ostacolato e determina il sorgere del rione di viale Manzoni e del rione Gesú e Maria, con quest’ultimo sito già al di là della citata Strada e con troppi insediamenti sparsi nella parte ancora verde.

Soprattutto doveva essere evitata come la peste bubbonica ogni consumo di suolo lungo i due lati della Strada degli Americani (ridenominata poi viale della Libertà per il tratto ricadente nel comune luscianese) che porta direttamente ad Aversa e a Parete.
Facendo orecchi da mercante, però, i vari amministratori succedutisi negli anni hanno favorito una fortissima urbanizzazione non solo a destra e sinistra di codesta Strada degli Americani (abitazioni e negozi di vario tipo e dimensioni), ma anche nelle zone di via Aldo Moro e di via Carminiello (dove ora dominano enormi palazzoni residenziali con parcheggi interrati in mezzo a viuzze strettissime, in pieno stile edil-speculativo) e nelle aree di viale Marconi (lato est ed ovest), via 11 Settembre, via Rampi, via Gobetti e via f.lli Cervi.

Nell’ambito dell’espansione parallelamente alla Strada degli Americani, tuttavia, il consumo del suolo ha raggiunto una tale capillarizzazione da lasciare senza dubbio perplessi. In primis per la concessione a un centro commerciale di una vasta area adibita a parcheggio; in secundis per la fattiva ‘nascita’ di via Rosselli, la quale, per chi non lo sapesse, è localizzata lungo la strada che congiunge i paesi di Parete e Trentola.

All’incoscienza degli amministratori locali, si è poi aggiunta quella di coloro che governavano a livello nazionale. Durante gli anni Ottanta, infatti, viene realizzata la Strada sopraelevata dei Ponti della Valle che, attraversando anche la sezione occidentale del territorio comunale di Lusciano finisce per spezzettarlo addirittura in quattro. L’infrastruttura, costata svarati miliardi di Lire, doveva congiungere il Napoletano e il Beneventano nell’ambito di un piú vasto progetto regionale di industrializzazione, ma ha finito per divenire solo un altro accesso stradale capace di favorire lo sversamento illegale di rifiuti tossici, l’edificazione di tanti centri commerciali e la realizzazione di quartieri dormitorio nei paesi siti nei suoi paraggi.
Ultima modifica di Raffaele2012 il venerdì 19 settembre 2014, 16:59, modificato 4 volte in totale.
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Raffaele2012
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Re: LUSCIANO (CE) - San Luciano Prete

Messaggio da Raffaele2012 »

POST 2.3 – Mutamenti del territorio comunale di Lusciano (CE). Cenni sulla situazione attuale. Conseguenze della forte espansione della parte propriamente urbana

Allo stato attuale, il territorio comunale di Lusciano si presenta, di fatto, diviso in due aree diversissime fra loro.

A nord di viale della Libertà (da Aversa fino a Parete), s’estende la parte propriamente abitata del paese che, fatto salvo il residuo piccolo spazio alle spalle del rione Don Zeno, è stata consumata del proprio suolo in appena mezzo secolo e in maniera incomprensibilmente rapida.
A sud di viale della Libertà (da Aversa fino a Parete), con l’eccezione del rione Gesú e Maria (e dei suoi insediamenti sparsi) e dell’area delle vie Gobetti e Cervi, trova spazio ancora (ma fino a quando?) la parte extraurbana del comune.

Immagine

Di certo l’espansione incontrollata dell’abitato ha portato a conseguenze negativissime.

In primo luogo, ha appesantito il flusso del traffico in ogni direzione.
Particolarmente grave è la situazione di viale della Libertà su cui s’affacciano o confluiscono direttamente un maxi parcheggio di un centro commerciale, strade e di altri tipi di stabili (negozi, ristoranti e locali in genere, case private) i quali finiscono per rendere assai difficoltosa la comunicazione stradale perfino di tutta questa parte dell’agro aversano.
Difatti va ricordato come viale della Libertà coincide con il tratto luscianese di quella Strada degli Americani che, da quando è nata, attraversa soprattutto il comune qui oggetto di considerazioni, come cerca di mostrare la sottostante immagine.

Immagine

Allo stato attuale, la Strada degli Americani, di importanza indubbiamente extracomunale, appare come un’arteria a cavallo delle province di Caserta e Napoli dotata di soli due sensi di marcia e che, di fatto, viene chiamata a servire un’utenza di oltre 200.000 persone (quelli che risultano dalla somma dei residenti di Aversa, Lusciano, Parete, Giugliano in Campania e Trentola Ducenta, il cui territorio viene sfiorato nella parte sud).
Ecco perché sarebbe servita particolare prudenza da parte degli amministratori luscianesi ai quali non adrebbe rimproverata la mancanza di preveggenza, ma di previsione di possibili scenari futuri.

In secondo luogo, l’espansione incontrollata dell’abitato ha oggettivamente fatto diminuire la presenza dell’impronta agricola nell’intero territorio comunale di Lusciano ed ha stimolato una sproporzionata terziarizzazione al dettaglio, la quale, però, già di per suo non può essere definita “economia” nel senso stretto della parola.
Nel contempo anche in questo paese pare essersi consolidato quell’insano convincimento per cui il sostegno smodato alle imprese edili rappresenti il modo principale per garantire la crescita economica, quando pure codesto settore con tutto ha a che fare fuorché con l’economia, come si accennerà in seguito.

In terzo luogo, l’affermarsi di un abitato congestionato a causa della pochezza del territorio comunale luscianese (al 31-12-2013 si contano 15.296 abitanti in appena 4,5 kmq) ha minato la sensazione di una sana vivibilità, alla quale di certo non si può pensare di rimediare con qualche parco all’aperto, come quello sito in via Femiano.

In quarto luogo, il processo di incontrollata erosione del suolo e la contestuale affermazione di un abonorme caseggiato contraddistinto dall’eccessiva affermazione di forme di sostentamento non economiche (commercio, edilizia, ramo impiegatizio) ha già compromesso e tende a minare ulteriormente il concetto di identità comunitaria, la quale, seppur con apposite espressioni/ritualità (fra cui trova spazio la festa di san Luciano), acquisisce vero senso solo attraverso la preservazione di un riconoscibile profilo territoriale (e, magari, di un impianto economico che ne garantisce un utlizzo costante, cioè ciclico).
Occorre mettersi in testa, insomma, che il territorio non coincide solo con la parte urbana, ma abbraccia pure quella extraurbana, che, fra le due è la piú importante, per la sua capacità di garantire la vivibilità singola e collettiva.
Ultima modifica di Raffaele2012 il venerdì 19 settembre 2014, 17:13, modificato 5 volte in totale.
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Raffaele2012
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POST 2.4 – Mutamenti del territorio comunale di Lusciano (CE). Veloci rimandi a tre futuri casi di inopportuna erosione del suolo

L’incontrollata crescita del caseggiato in ogni direzione fino all’alba del Terzo Millennio, accompagnata da una svolta post agricola e, soprattutto, post economica, avrebbe dovuto favorire l’affermazione di una massiccia dose di buon senso anzitutto fra gli esponenti della classe dirigente e imprenditoriale di Lusciano.

Fra l’altro, avrebbe dovuto manifestarsi una mentalità volta a mettere in soffitta ogni processo di consumo di nuovo suolo vergine, nonché mirata ad avviare perfino dei primi approcci di sana deurbanizzazione, da limitare inizialmente alle aree meno abitate delle vie 11 Settembre, Rampi, Gobetti e Cervi, nonché agli stabili direttamente ubicati sui due lati di viale della Libertà e agli insediamenti sparsi dell'estremo sud del rione Gesú e Maria.

E invece negli ultimissimi anni il consumo di suolo ha conosciuto un continuo puntellamento, né sembra potersi arrestare neppure per un prossimo futuro.

Una rapida ricerca su internet permette, a riguardo, di individuare anzitutto tre tipi di PERICOLI.

In primis, l’inopportunissima volontà di erigere addirittura due aree PIP. L’area PIP 1, nella sezione nord del paese alle spalle del cimitero; l’area PIP 2 a sud di viale della Libertà, in prossimità dei confini di Parete.
Per ogni considerazione aggiuntiva sull'argomento, comunque, si rimanda a quanto scritto in seguito.

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In secundis, la realizzazione di un c.d parco agricolo (http://www.pupia.tv/lusciano/modules.ph ... nt&sid=433), invenzione dell’associazionismo locale sulla quale verrà scritto in seguito.

Immagine


Infine, non sono mancati perfino coloro che hanno auspicato l’erezione di un nuovo tratto stradale Giugliano-Lusciano-Parete, il quale, scorrendo parallelamente alla Strada degli Americani, dovrebbe alleviare le sorti del traffico zonale. Ma anche su questo si rimanda a quanto scritto in seguito.

Immagine
Ultima modifica di Raffaele2012 il venerdì 19 settembre 2014, 17:18, modificato 4 volte in totale.
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:) :) :) :) :)
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POST 3 – L’illogico assetto odierno e, forse, futuro, del territorio comunale di Lusciano (CE). Una serie di riflessioni

Nei precedenti messaggi è stato fatto soprattutto un breve riassunto dei mutamenti avvenuti fino ad oggi nel territorio comunale di Lusciano (CE). Sempre avendo a mente quest’ultimo, invece, si dà ora spazio ad una serie di specifiche riflessioni concernenti:
  • l’inopportunità di una continua espansione dell’edilizia residenziale;
  • l’estreaneità al concetto di economia dell’attività di edilizia residenziale;
  • l’inopportunità di una localizzazione disinvolta dei servizi e del commercio i quali, peraltro, sono generalmente estranei al concetto di economia;
  • l’inopportunità di erigere aree PIP a Lusciano, malgrado alcune o tutte le attività in esse contenute possano essere attinenti al concetto di economia;
  • l’inopportunità di un futuro parco agricolo a Lusciano, sud di viale della Libertà;
  • l’inopportunità che, in un prossimo futuro, la parte a sud di viale della Libertà sia attraversata da una nuova strada Giugliano-Lusciano-Parete.
Ultima modifica di Raffaele2012 il lunedì 22 settembre 2014, 15:28, modificato 3 volte in totale.
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POST 4 – Riflessione sull’inopportunità della continua espansione edilizia residenziale su scala locale

Come osservato precedentemente, al 31-12-2013 la popolazione luscianese ammonta 15.296 abitanti in appena 4,5 kmq. Al 31-12-2003, invece, essa era pari a 13.226.

Nello stesso arco di tempo, invece, in provincia di Caserta, il numero di residenti è passato da 868.517 a 923.113; in tutta la Campania da 5.760.353 a 5.869.965; in Italia, infine, da 57.888.245 a 60.782.668.

In buona sostanza, la popolazione luscianese risulta aumentata del 17,3 per cento, ben oltre la medie provinciale (6,2 per cento), regionale (1,9 per cento) e nazionale (5 per cento).

Innanzi a dati simili, quindi, due sono le possibilità: o a Lusciano non vi sono donne ma coniglie oppure, al pari di quanto sta avvenendo in tutta l’area a nord di Napoli, anche questo piccolo (?) paese è interessato da un processo di popolamento proveniente dai comuni vicini e dall’adiacente metropoli partenopea, favorito anche da quella Strada dei Ponti della Valle che vi passa in sopralevezione e che, in verità, non pare aver portato finora dei benefici economici strutturali, ma rifiuti tossici sversati abusivamente, e, appunto, cemento, cemento, cemento.

Eppure il buon senso aiuta subito a capire come la continua espansione delle aree adibite a edilizia residenziale sia oggettivamente inopportuna. A Lusciano e ovunque.

L’espansione dell’edilizia residenziale in ogni direzione di un territorio comunale è inopportuna poiché tende rapidamente a trasformare quest’ultimo in una realtà congestionata dove qualsiasi attività di intervento (temporaneo oppure no, emergenziale oppure no) viene eseguita con difficoltà oppure non eseguita per nulla.

Ad esempio, in un dato paese colpito da un devastante terremoto potrebbe essere necessario l’allestimento provvisorio di tende ove far allogiare la gente. Ciò, però, riuscirebbe rapidamente e con efficacia solo a patto di avere delle aree libere poiché cercare riparo in zone edificate risulterebbe pericoloso innanzi a stabili danneggiati e/o all’eventualità di altre scosse.

Ad esempio, nel corso di un’emergenza rifiuti determinata dall’impossibilità temporanea di individuare delle aree di sversamento, potrebbe essere necessario individuare dei siti temporanei all’interno di un territorio comunale. Ciò, però, riuscirebbe con estrema difficoltà o per nulla se tutte le aree fossero edificate, vista l’indispensabilità di tenere i miasmi ben distanti dalla gente.

Ecco perché è quanto mai necessario circoscrivere l’area adibita ad edilizia residenziale, ma, soprattutto, risulta quanto mai indispensabile non stabilire “nuovi confini” ogni volta che quelli precedenti vengono superati.

Anche la presenza di “case sparse” in territori comunali assai ridotti di superficie costituisce qualcosa di illogico, a maggior ragione se addirittura in continuità colle aree abitate dei comuni vicini. Per Lusciano vedasi le situazioni del rione Don Zeno e via Rosselli (rientranti amministrativamente nel caso di Lusciano, ma assai adiacenti all’abitato di Trentola) e l’area all’estremo sud del rione Gesú e Maria.


P.S. I dati demografici pubblicati in questo messaggio sono stati presi da: demo.istat.it
Ultima modifica di Raffaele2012 il lunedì 22 settembre 2014, 13:35, modificato 1 volta in totale.
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POST 4.1 – Riflessione sull’estraneità al concetto di economia dell’attività legata all’edilizia residenziale

Malgrado quanto viene propinato quotidianamente da politici e mass media, l’attività edilizia residenziale è sempre antieconomica. E ciò vale per Lusciano, la Campania, l’Italia e il Mondo; quindi vale per ogni dove.

A riguardo, occorre anzitutto capire che cosa si può veramente intendere per “economia” al di là delle ‘pappardelle’ esposte pure nei manuali scolastici. Ebbene, in maniera rapida, “economia” è soprattutto ogni attività mirata alla creazione di beni materiali che soddisfano bisogni costanti e ripetuti nel tempo.

Tanto per intendersi, è “economia” la produzione agricola perché occorre sfamarsi quotidianamente; è “economia” la produzione di scarpe poiché ne vengono cambiate non poche nella vita di ognuno di noi; è “economia” financo la produzione di auto, anche se in questo caso occorrerebbe una riflessione aggiuntiva sull’utilità di un’attività ancora ad ampio raggio in un Paese come l’Italia che oramai ne è strapiena.

L’edilizia residenziale non è MAI “economia” perché generalmente le persone incorrono nel problema abitativo soltanto una volta nella vita. A parte gli sceicchi, i “vip”, i riciclatori di danaro sporco (che vogliono la prima casa, la casa al mare, la casa per l’amante, eccetera) e, purtroppo, chi è costretto a spostarsi per cercare/cambiare lavoro.
Quindi, approssimativamente, almeno un 70 per cento degli Italiani (tanto per non spostarsi dal Belpaese) avverte una volta soltanto nella propria vita il problema abitativo.

Solo l’attività volta alla soddisfazione di bisogni costanti e ripetuti nel tempo, quindi, può garantire un costante flusso di “ricchezza” in un dato sistema, visto che non è possibile lavorare una volta ogni tanto. In quest’ottica, quindi, resta davvero assurdo agli occhi del sottoscritto come un terreno destinato ad abitazione possa valere, ad esempio, molto piú di uno agricolo, vista la sua fuoriuscita fattiva dal circuito di quelle materie prime utilizzabile ciclicamente.

Dunque pretendere di associare al concetto di “economia” il comparto dell’edilizia residenziale è francamente illogico.

A questo punto, però, dopo i ragionamenti esposti dal sottoscritto nel corrente e nel precedente post, chiunque potrebbe attribuire almeno un ‘significato sociale’ all’edilizia residenziale, la quale andrebbe continuamente stimolata per non costringere nuove famiglie a vivere stipate come le sardine.

Ebbene, occorrerebbe allora capire perché trova gran spazio anche a Lusciano un’attività edilizia residenziale a scopo speculativo, cioè dove le case sono costruite per essere vendute a terzi.

Difatti chi costruisce per vendere non guarda al numero di case già possedute da un eventuale compratore. In quest’ottica, quindi, nulla impedirebbe ai palazzinari di un posto di cedere tutti i loro vani a un Berlusconi, a un Bill Gates oppure a un Agnelli lasciando comunque irrisolto il problema abitativo per gli altri.


P.S. Per facilità di comunicazione, dal concetto di “economia” qui esposto, è stato escluso ogni riferimento a produzioni immateriali legate all’arte (ad esempio, all’attività musicale o cinematografica).
Ultima modifica di Raffaele2012 il lunedì 22 settembre 2014, 13:36, modificato 2 volte in totale.
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POST 5 – Riflessione sull’inopportunità della localizzazione disinvolta dei servizi e del commercio i quali, peraltro, sono generalmente estranei al concetto di economia

Ogni diversificazione delle attività umane spinge naturalmente ad un maggiore consumo del suolo.

Si ponga il caso iniziale in cui due contadini arino il proprio campo. S’ammetta, per ipotesi, che uno di essi decida di destinare la propria parte alla costruzione di un negozio di scarpe o di un ristorante o di una discoteca. Diventa quindi conseguente che la presenza di un nuovo servizio o di un nuovo commercio genera un consumo di suolo.

Per Lusciano, spiccano specialmente due grossi casi di inopportuna localizzazione di attività commerciali e di servizi.

Il primo coinvolge all’unisono tutte le attività sito lungo ambo i lati dell’intero viale della Libertà.

Il secondo permette di porre l’attenzione sul maxi parcheggio di un centro commerciale (a sua volta ricadente, per l’esattezza, nella giurisdizione di Trentola Ducenta) sito nell’estrema parte occidentale del comune. In particolare, il centro commerciale e il maxiparcheggio tendono a costituire un fenomeno sproporzionato rispetto all’esiguità del territorio in cui sono inseriti.

Immagine

Oltre all’erosione del suolo, va ricordato come entrambi i casi di localizzazione disinivolta determinino un’incidenza in negativo sulla viabilità e sulla vivibilità locale e zonale, considerato il continuo andirivieni quotidiano di clienti.

In riferimento al centro commerciale, poi, occorrerebbe fare un’altra serie di considerazioni sulla sua localizzazione a ridosso della Strada sopraelevata dei Ponti della Valle, la quale dovrebbe restare un asse comunicativo a scorrimento veloce, cioè in primis a portata di chi lavora e non di famigliuole che non sanno come trascorrere una noiosa domenica pomeriggio. Inoltre, qualche altro ragionamento andrebbe fatto sulla stessa idea di utilità dei centri commerciali. Per ragioni di celerità comunicativa, però, il sottoscritto preferisce sorvolare su tutto, salvo richiesta di qualche amico di Pirovagando.

Riflettendo nuovamente in linea generale, occorre sottolineare che anche i settori dei servizi e del commercio sono estranei al concetto di “economia” esposto dal sottoscritto nel POST 4.1.

Ad esempio, chi vende una scarpa (commercio) non la produce; quindi chi soddisfa il bisogno di calzare è la fabbrica all’origine. Chi consegna a domicilio un televisiore (servizio) non produce quest’ultimo; quindi chi premia la voglia di tv è il fabbricante all’origine. La stessa attività scolastica, peraltro, resta semplicemente un servizio perché mirata alla trasmissione di conoscenza (storia, geografia, arte…) e non alla sua creazione.

Servizio e commercio, quindi, sono solo un supporto per chi produce; essi rimangono, caso mai non fosse chiaro, due settori che non producono ricchezza in sé, ma che si limitano a trasferire flussi di moneta (mezzo di interscambio) da un soggetto all’altro. Punto e basta.
Ultima modifica di Raffaele2012 il lunedì 22 settembre 2014, 13:37, modificato 2 volte in totale.
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Re: LUSCIANO (CE) - San Luciano Prete

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POST 6 – Riflessione sull’inopportunità di erigere aree PIP a Lusciano, malgrado le loro attività possano essere (parzialmente o totalmente, a seconda dei casi) attinenti al concetto di economia

Consultando internet, si scopre che le aree di Piano di Insediamento Produttivo (P.I.P.) sono porzioni di un territorio comunale destinato ad una localizzazione monotematica o politematica di diverse attività lavorative.

Praticamente le aree PIP possono essere tutto e il contrario di tutto. Occorre quindi complimentarsi di cuore con il legislatore per questo ennesimo capolavoro di ‘certezza del diritto’. Difatti queste zone possono contenere al loro interno industrie e/o attività commerciali e/o servizi in genere e/o segmenti del comparto edilizio.

Stando a quello che si legge in rete, pure Lusciano dovrebbero essere interessata dal “fenomeno P.I.P”.

È pero giunto il momento di approfondire.

Immagine

L’area P.I.P. 1 dovrebbe sorgere nella parte nord del paese, quella propriamente urbana, nel piccolo spazio verde compreso fra il cimitero e il rione Don Zeno. Con un’estensione ipotizzata di 60.000 metri quadri (http://archivio.denaro.it/VisArticolo.a ... sviluppino), essa dovrebbe contenere attvità di tipo industriale, artigianale, commerciale e di servizi (http://www.casertanews.it/public/artico ... 063624.htm).

Nel momento in cui il sottoscritto mette nero su bianco queste parole, però, problemi burocratici impediscono di andare avanti colle procedure (http://noi.caserta.it/pip-lusciano-band ... conte.html).


A scriver la verità, e ringraziando il Cielo per ciò, mentre il sottoscritto pubblica questo messaggio, il progetto di realizzazione dell’area P.I.P. 2 appare invece destinato all’accantonamento a causa di accertamenti di natura giudiziaria che hanno perfino portato in carcere temporaneamente un ex sindaco del paese (http://www.pupia.tv/lusciano/cronaca/48 ... esaro.html).
La zona P.I.P. 2 sarebbe dovuta sorgere a sud di viale della Libertà, in prossimità del vicino comune di Parete, su una superficie 230.000 metri quadri (http://archivio.denaro.it/VisArticolo.a ... sviluppino) da riservare alla presenza di attività spiccatamente industriali.
Ultima modifica di Raffaele2012 il mercoledì 24 settembre 2014, 15:44, modificato 1 volta in totale.
I fuochi marciano nel tempo e nel silenzio. (Francesco Nicassio)


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